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Home Cheratocono Quali lenti a contatto si devono portare nel cheratocono

Quali lenti a contatto si devono portare nel cheratocono

a cura del dott. Alberto Manganotti

1. IL RISCHIO DELLA FIBROSI APICALE

Sappiamo che le LAC rappresenta molto spesso lunico mezzo correttivo efficace per correggere un cheratocono. La soddisfazione funzionale, ottenibile anche con applicazioni non corretta, fa si che molti soggetti utilizzino con soddisfazione anche lenti con applicazione non corretta.

Si calcola che in Italia, la maggioranza dei pazienti affetti da questa malattia non portino una lenti ben applicate e, la maggior parte di essi, usa una lente troppo piatta.

  Le lenti piatte, assieme allaccanimento alluso, alla progressione del difetto (che rende una LAC piatta ne non sostituita a tempo debito) e allassenza di controlli oculistici, determinano la principale complicanza a cui incorre il paziente portatore di lenti con cheratocono: la fibrosi apicale! Essa una vera e propria

cicatrice opaca della cornea che riduce la vista e la tollerabilit delle lenti, spesso in modo permanente.

La fibrosi apicale inoltre la principale indicazione al trapianto di cornea.

Essa dipende da ripetuti meccanismi microtraumatici (scarring secondo gli autori anglosassoni), legati alleccessivo appoggio allapice del conodi una lente.

I primi sintomi sono spesso solamente delle fitte di dolore come una puntura o come un corpo estraneo fra lente e occhio. Solo le fasi avanzate producono una seria riduzione delle tollerabilit.


Fig. 1: Iniziale cicatrice sullapice corneale (fibrosi iniziale) di un cheratocono


2. LAPPLICAZIONE DI LAC A RISPARMIO DELLAPICE CORNEALE


Per evitare la fibrosi apicale da LAC rigide legata a meccanismi microtraumatici sullapice del cono, negli ultimi anni si sono evolute molte nuove tecniche applicative a risparmio dellapice corneale. Tutte queste lenti evitano che le lente appoggino in modo eccessivo sullapice del cheratocono creando un cuscinetto di lacrima fra lente e occhio.
Purtroppo a tuttoggi coloro che beneficano di queste tecniche sono ancora una la minoranza dei pazienti con cheratocono.

Dalle prime esperienze con il metodo studiato in America noto come CLEK che ha ormai alcuni anni ma che viene adottato ancora da diverse ditte produttrici di lenti, alle nostre lenti a Calco elettronico, il rischio della fibrosi apicale, in caso di corretta applicazione, appare decisamente minore.


Fig 2: colorando la lacrima con la Fluoresceina, si pu vedere (a luce Blu) come una LAC CALCO Elettronico a risparmio apicale applicata in modo che il centro della cornea (apice) non tocchi la lente (vi molta fluoresceina che riempie lo spazio)

3. LE LENTI A CONTATTO A CALCO NEL CHERATOCONO


Da qualche anno utilizziamo un nuovo sistema per progettare e costruire le lenti a contatto personalizzate nel cheratocono. E il sistema noto con il nome lenti a calco.
Questa nuova tecnologia si sviluppata grazie a due elementi tecnologici nuovi: uno nella diagnostica e laltro nella costruzione delle lenti a contatto.
Il primo la topografia corneale computerizzata ovvero lanalisi del profilo della superficie dellocchio attraverso una specie di fotografia; laltro deriva dalla cosiddetta nanotecnologia applicata ai torni computerizzati a controllo numerico che consente di eseguire lavorazione di altissima precisione (in nanometria) della lente a contatto. Dallabbinamento di questi due elementi sono nate le lenti a calco.
Le lenti a contatto vendono progettate in automatico da un computer che legge ed elabora la topografia seguendo esattamente il profilo della cornea. Lapplicatore pu o meno (a seconda del caso) modificare la scelta del calcolatore agendo sui parametri della lente progettata il che ci permette di vedere virtualmente e in tempo reale, come sar la lente applicata sulla cornea.
Una volta raggiunto il progetto definitivo, i dati della lente (ovvero ci che sostituisce la ricetta), vengono raccolti come materiale informatico (in file) ed inviati direttamente al costruttore per posta elettronica. Il torno a controllo numerico sar in grado di costruire praticamente qualsiasi lente richiesta.

Il sistema a calco nel cheratocono ha i seguenti vantaggi:

  1. Si pu migliorare lefficacia correttiva; (addirittura non esistono pi gli step da 0,25 D. del potere diottrico).

  2. Si pu ridurre al minimo linterferenza meccanica delle lente a contatto sullapice del cono corneale, con conseguente riduzione dei rischi di sofferenza (micro-ferite) che porterebbero al peggioramento della malattia.

  3. Dove gi presente una piccola ferita che di ripara difficilmente (il paziente fa sempre pi fatica a portare le lenti tradizionali), si pu addirittura evitare il contatto fra LAC e cornea nel punto malato, consentendo la guarigione della ferita stessa senza sospendere luso delle lenti.

  4. Si possono adottare diametri delle LAC molto pi piccoli, aumentando il confort e migliorando la respirazione dellocchio, in modo da poter portare pi a lungo nella giornata le lenti a contatto.


SEGUONO 2 ESEMPI DI APPLICAZIONE CHE POSSONO CHIARIRE I PUNTI 2 e 3

FIG.1: buona applicazione tradizionalesu un cheratocono. Larea scura indica la zona dappoggio della lente che, come vediamo, molto ampia nella parte centrale. Il verde il colorante (fluoresceina) che riempie gli spazi dove la LAC non tocca.

FIG 2: applicazione (virtuale) con il sistema Calco nel cheratocono. Come si pu vedere il contatto delle LAC in sede centrale molto modesto. Questo consente di evitare piccoli e ripetuti traumatismi che potrebbero peggiorare la malattia.

 

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