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Il cheratocono

a cura del dott. Alberto Manganotti

Che cos il cheratocono

La cornea un tessuto trasparente che ricopre iride e pupilla come fa il vetro di un orologio con il quadrante. Essa rappresenta la pi importante lente della macchina fotografica occhio. Di conseguenza anche una sua piccola deformazione produce una modificazione delle immagini percepite dallocchio. Il cheratocono (dalla parola greca Kerahtokonus, che significa cornea conica) appunto una deformazione verso lesterno (ectasia) della cornea. Insorge, normalmente, durante la pubert o poco dopo.

quasi sempre colpisce entrambi gli occhi ed presente circa in un caso per 2.000 abitanti. Pu progredire, in alcuni casi, rapidamente (soprattutto nei giovani) ma pu anche arrestarsi o evolvere molto lentamente nei decenni.

La causa di questa malattia ancora sconosciute ma si ipotizza una relazione genetica in quanto dimostrata una prevalenza in vari soggetti della stessa famigli nell11% circa dei casi. Quando il cheratocono peggiora la cornea si assottiglia e si opacizza e si deve ricorrere alla chirurgia. Lintervento pi usato il trapianto di cornea.


Quali sono i primi disturbi e come si diagnostica il cheratocono.
Inizialmente il cheratocono si manifesta con la comparsa dastigmatismo instabile e difficile da correggere bene con occhiali. Possono manifestarsi altri disturbi come fastidio alla luce e lacrimazione. La diagnosi la fa solo lOculista con la topografia (o mappa) corneale. Con questo strumento si pu anche vedere le caratteristiche dellectasia e controllarne levoluzione. importante anche misurare leventuale riduzione dello spessore corneale (pachimetria).
 

Quando intervenire e come.
Come abbiamo detto il cheratocono pu anche fermasi e non evolvere e in tal caso, se casi vede abbastanza bene con un occhiale, basta quello. Se la malattia si aggrava o il soggetto non vede abbastanza bene bisogna applicare delle apposite speciali lenti a contatto (LAC). Le lenti inoltre (ricostruendo sullesterno dellocchio una superficie regolare) consentono in genere unottima vista. Viceversa, lenti inidonee, applicate sullapice dellectasia, possono aggravare la malattia.


Quali lenti a contatto si devono usare.
Le lenti rigide gas permeabili sono le pi usate. Ma si usano lenti morbide speciali e talora lenti miste o doppie (morbide e rigide assieme). La cosa pi importante la tecnologia applicativa. Le lenti a contatto pi usate sono quelle rigide gas permeabili (o semirigide); esse debbono essere assolutamente personalizzate e seguire precisi requisiti dapplicazione per evitare peggioramenti della malattia. Attualmente abbiamo delle lenti rigide che vengono progettate direttamente sui dati della superficie oculare che ricaviamo dalla topografia (vedi lenti a Calco).


Quando e quale intervento chirurgico bisogna eseguire.
Lapproccio corretto da parte di un medico oculista che si occupa di contattologia, quasi sempre consente un buon uso delle lenti a contatto, ma se ci non accade, si possono intraprendere delle pratiche chirurgiche. Si usano la cheratoplastica lamellare profonda, linserzione degli anelli intracorneali, e, in alcuni casi molto selezionati, si pu anche intervenire con il laser ad eccimeri (vedi avanti). Oggi nelle fasi precoci della malattia possiamo intervenire con il trattamento di rinforzo corneale detto cross-linking (vedi documento dedicato).
Nei casi evoluti e gravi si usa il trapianto di cornea. Si calcola per che meno del 15% dei cheratoconi finiscono al trapianto.

LA MAPPA O TOPOGRAFIA CORNEALE
Come una carta geografica fisica, la topografia corneale ricostruisce la forma del cheratocono, della sua ectasia. Questesame computerizzato lunico modo di fare diagnosi di cheratocono nelle fasi iniziali della malattia.

Ecco alcuni esempi:

Cheratocono


Larea rossa lectasia (la deformazione esterna della cornea). Eccola con una rappresentazione assiale e con una rappresentazione di curvatura (stesso caso) con una pi vera riproduzione della forma della zona malata.

Cheratocono

 

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